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AREE TEMATICHE

Titolo Procedimento
COMMERCIO FISSO - APERTURA MEDIA STRUTTURA DI VENDITA SETTORE NON ALIMENTARE
Oggetto
Le medie strutture di vendita sono gli esercizi aventi superficie di vendita superiore a 150 mq. e fino a 1.500 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e superiore a 250 mq. e fino a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti. Il procedimento è soggetto al silenzio assenso decorso il termine di 90 gg. dalla presentazione dell'istanza
Direzione
DIREZIONE RISORSE UMANE E TUTELA DEL CITTADINO
Servizio
COMMERCIO, SUAP - SPORTELLO UNICO ATTIVITA' PRODUTTIVA
Responsabile del procedimento
CALIGARA RENZO
Indirizzo mail e recapito telefonico responsabile del procedimento
commercio@comune.rivoli.to.it; 011 951 1885/3427/1884/1790
Descrizione
RIFERIMENTI NORMATIVI: artt. 4, 8 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59
Ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., le medie strutture di vendita possono assumere la forma di un centro commerciale, nel quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica ed usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. Peraltro, per maggiori dettagli in merito alla classificazione dei centri commerciali si rimanda all'art. 6 della D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.
L'apertura di una media struttura di vendita, compresi i centri commerciali, è soggetta ad autorizzazione commerciale rilasciata dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). L'attività può essere iniziata soltanto dopo il rilascio dell'autorizzazione, che deve avvenire entro il termine massimo di novanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza, termine entro il quale la stessa si intende accolta qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego. In ogni caso l'interessato ha tempo un anno a decorrere dalla data di rilascio dell'autorizzazione, salvo proroga di un ulteriore anno in caso di comprovata necessità, per attivare l'esercizio, pena la revoca del titolo.
Nella domanda di rilascio dell'autorizzazione per nuova apertura il richiedente dichiara:
" di essere in possesso dei requisiti morali, ai sensi dell'art. 71 commi 1, 2, 3, 4 e 5 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i.;
" il settore merceologico;
" l'ubicazione del locale;
" la superficie di vendita del locale;
" le eventuali comunicazioni di cui all'art. 10, commi 2 e 3 del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.;
" di rispettare gli indirizzi generali per l'insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa ed i criteri di programmazione urbanistica, di cui alla D.C.R. n. 563-13414/1999 s.m.i.
Requisiti
Requisiti Oggettivi La sede dell'esercizio deve rispettare di rispettare gli indirizzi generali per l'insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa ed i criteri di programmazione, adottati con D.C.C. nr. 1 del 26/1/2011; valgono inoltre le prescrizioni e le modalità procedimentali stabilite dagli artt. 12,13,14,16,17,20,21,23,24,25,26,27,30 della D.C.R. del 29/10/1999 nr. 63-13414, come da ultimo modificata dalla D.C.R. 20/11/2012 nr. 191-43016 ad oggetto: Indirizzi Generali e criteri di programmazione urbanistica per l'insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa, in attuazione del decreto legislativo 31/3/1998 nr. 114

Requisiti Soggettivi Morali
1. Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:
a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.

2. Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.

3. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

4. Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

5. In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.
Normative
D.lgs. 31/3/1998 nr. 114; legge regionale 28/11/1999 nr. 28 e seguenti modifiche e integrazioni; Deliberazione Consiglio Regionale del 23/10/1999 nr. 563-13414 e seguenti modifiche e integrazioni;
Regolamento interno
Criteri per il riconoscimento delle zone di insediamento commerciale, approvati con D.C.C. nr. 1 del 26/1/2011
Scadenza
Il termine per la conclusione del procedimento è stabilito in 90 giorni dalla data di ricezione della domanda completa di tutta la documentazione richiesta
Dove rivolgersi
La domanda deve essere presentata per il tramite del portale nazionale "Impresa in un giorno", che svolge il servizio di Sportello Unico alle Imprese in delega alla Camera di Commercio per conto del Comune di Rivoli. Ad esso si accede attraverso il link apposito del SUAP sulla pagina web del Comune di Rivoli, oppure direttamente al portale: www.impresainungiorno.gov.it
Per avere informazioni sullo stato del procedimento ci si può rivolgere al Servizio Commercio, mail: commercio@comune.rivoli.to.it
Ufficio competente dell'adozione finale
Dirigente della Direzione Risorse Umane e Servizi ai Cittadini e alle Imprese
Strumenti di tutela amministrativi e giuridizionali
Rimedi giurisdizionali: è possibile rivolgersi al T.A.R. entro 60 gg. dalla notificazione del provvedimento finale, oppure - con ricorso straordinario - al Presidente della Repubblica entro 120 gg. dalla medesima data di notificazione

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